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ENSU - Edizione Nazionale dei Testi della Storiografia Umanistica
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Pubblicazioni » Tito Livio Frulovisi, Hunfreidos

Appartenente al ricco filone dell'epica panegiristica che nel Quattrocento privilegia temi di storia contemporanea, il poemetto dell'umanista veneto Tito Livio Frulovisi fu scritto su richiesta del duca Humphrey di Gloucester, il mecenate inglese presso cui l'autore aveva trovato rifugio dopo la fuga dall'Italia. In accordo con gran parte degli studiosi moderni che hanno avuto modo di occuparsi dell'Hunfreidos, il poemetto costituisce un dittico con l'unica opera più propriamente storiografica di Frulovisi, la biografia di Enrico V, composta a brevissima distanza di tempo, sempre su incarico del duca di Gloucester, fratello del sovrano, e legata al poema da stretti rapporti di interdipendenza. Per quanto il poemetto sia stato trascritto e a più riprese citato nel corso dei circa settant'anni trascorsi dal suo ritrovamento, specie nell'ambito di ricerche sulla figura del duca di Gloucester e sui suoi rapporti con l'Umanesimo italiano, è mancata finora un'indagine più strettamente filologica che consentisse di restituire non solo il testo del componimento, ma anche quello dei marginalia presenti sul codex unicus che lo tramanda, glosse indispensabili per una corretta interpretazione dei contenuti e finora quasi del tutto ignorate. Non è inverosimile che il motivo di tale ritardo debba essere individuato nella difficoltà dell'impresa: all'elaborazione del testo critico che viene qui presentato si è pervenuti infatti attraverso un arduo lavoro critico-ermeneutico volto da un lato a sanare le numerosissime mende del codice, dall'altro a intuire il senso nell'intrico sintattico da cui è avviluppato. Per non vanificare i risultati conseguiti grazie alla lunga consuetudine col testo e per garantire al lettore una migliore fruibilità del documento, nel rispetto delle caratteristiche editoriali della Collana, che non prevede una traduzione del testo latino, è stato dato ampio spazio nella sezione introduttiva a una dettagliata parafrasi, non di rado sorretta dalla resa puntuale dei passi meno perspicui e sempre accompagnata dal riscontro ragionato con le altre fonti del tempo e con le ricostruzioni storiche degli studiosi moderni. La nota al testo, data la povertà della tradizione manoscritta, è in misura prevalente costituita dalla disamina dei vari aspetti legati alla constitutio textus e, al fine di alleggerire l'apparato critico, ospita l'indicazione degli errori emendati che possono essere ritenuti semplici sviste dello scriba. L'apparato critico e dei loci similes e le note esegetiche, con gli opportuni rinvii all'introduzione e con la discussione dei punti più problematici, completano la serie di strumenti a corredo del testo critico atti a favorire una piena accessibilità alla testimonianza storica dell'Hunfreidos.