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Pubblicazioni » Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XIV-XV)

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Pietro Ranzano, Descriptio totius Italiae (Annales, XIV-XV)a cura di Adele Di Lorenzo, Bruno Figliuolo e Paolo Pontari, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2007

La Descriptio totius Italiae di Pietro Ranzano, che qui si pubblica per la prima volta e in edizione critica, costituisce una importante e autonoma sezione degli Annales omnium temporum (libri XIV-XV), l’imponente enciclopedia storica, rimasta incompiuta e inedita, che il domenicano siciliano compose a partire dal 1460. Ranzano ricoprì nel corso della sua vita prestigiosi incarichi in seno al proprio Ordine a Roma e in Sicilia, prima di trasferirsi a Napoli, dove fu precettore di Giovanni d’Aragona, terzogenito di re Ferrante e futuro cardinale; nel 1476 venne eletto vescovo di Lucera e nel biennio 1488-1490 fu impegnato in missione diplomatica in Ungheria, presso la corte di Mattia Corvino.

La Descriptio totius Italiae fu composta da Ranzano subito dopo il 1474, sull’onda della suggestione delle recenti letture dell’Italia illustrata di Biondo Flavio e della Geografia di Strabone nella versione latina di Guarino Veronese, entrambe appena pubblicate a stampa. Pietro fu il primo ad offrire una descrizione geografica analitica di tutta la penisola italiana, colmando così il vuoto lasciato da Biondo sul Meridione d’Italia, con un lavoro originale basato sulla lettura diretta degli storici e dei geografi antichi, greci e latini, da Strabone a Tolomeo, da Plinio a Pomponio Mela, e sull’esame autoptico dei luoghi conosciuti durante i suoi viaggi. L’opera godette di una certa fortuna, giacché fu largamente ripresa da un altro celebre domenicano, Leandro Alberti, che la utilizzò nella sua Descrittione di tutta Italia. Con la pubblicazione integrale della Descriptio totius Italiae, rimasta sino ad oggi imprigionata nella enorme e poco accessibile mole manoscritta degli Annales, nella cui struttura riveste invece un ruolo autonomo di illustrazione geografica a corredo dell’esposizione storica in linea con la tradizione enciclopedica classico-medievale, è stato finalmente recuperato un importante inedito della produzione corografica dell’Umanesimo, che consegna la prima completa e dettagliata descrizione d’Italia del Quattrocento, colmando le lacune dell’Italia illustrata di Biondo.

L’Introduzione offre un profilo biografico e culturale di Ranzano, aggiornato grazie a nuove ricerche archivistiche e acquisizioni documentarie che affinano il quadro delle vicende storiche legate al domenicano; chiarisce la composizione, la struttura e la metodologia della Descriptio totius Italiae nel quadro della trattatistica corografica dell’Umanesimo e in rapporto specifico con l’Italia illustrata di Biondo, che costituisce il modello e la principale fonte moderna dell’opera; definisce la biblioteca storico-geografica dell’umanista, rivelando quel raffinato recupero di classici, latini e soprattutto greci, compiuto da Ranzano ai fini dell’ambizioso progetto di una corografia completa della penisola italiana. L’edizione del testo è stata corredata di una Nota filologica, di apparati critici e delle fonti, di puntuali note esegetiche e di specifici indici che consentono un riscontro più agevole del testo della Descriptio totius Italiae.