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Pubblicazioni » Giannozzo Manetti, Historia Pistoriensis

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Giannozzo Manetti, Historia Pistoriensis, a cura di Stefano U. Baldassarri e Benedetta Aldi, commento storico di William J. Connell, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2011
Il 1 ottobre 1446 l’umanista Giannozzo Manetti (Firenze, 1396-Napoli 1459) assunse l’incarico semestrale di capitano di custodia nella città di Pistoia, ormai da tempo sottoposta al dominio della repubblica fiorentina. Ben presto egli decise di far coincidere l’incarico ufficiale con la stesura di un’opera erudita, dedicandosi alla composizione della Historia Pistoriensis, di cui il presente volume offre la prima edizione critica. Iniziando col ricostruire gli eventi che portarono alla fondazione di Pistoia subito dopo la disfatta dell’esercito catilinario nel 62 a.C. per poi procedere al racconto delle principali vicende ad essa relative sino alla sua definitiva sottomissione a Firenze nel 1401, Manetti traccia il profilo di una comunità che egli ritiene tristemente esemplare nel sacrificare le innegabili doti e l’ammirevole tenacia degli abitanti alle mai sopite lotte tra fazioni, sino alla perdita della propria indipendenza. Al di là di tale aspetto ‘didattico’, vari motivi contribuiscono a rendere la Historia Pistoriensis un’opera degna di rilievo. Innanzitutto, il suo inserirsi nel contesto della storiografia umanistica con la ricostruzione del profilo di un singola città che non risulta essere né la patria dell’autore né all’epoca fra le più influenti sullo scenario politico della penisola, seppur – come si è detto – caratterizzata da un valore esemplare anche per il monito politico che la conoscenza delle sue principali vicende può fornire. Meritevoli d’attenzione, inoltre, risultano la scelta dei contenuti, lo stile adottato dallo storico e il suo rapporto con le fonti. Fra queste ultime spiccano le Historiae Florentini populi di Leonardo Bruni, per il quale Manetti nutriva profonda stima. Tale rispetto non si traduce tuttavia in un passivo riproporre le formule e le interpretazioni dello storico aretino; prova ne sia il suo fondere la versione bruniana di determinati eventi con quella fornita da Giovanni Villani nella Nuova Cronica o dalle anonime Storie pistoresi, sino a formulare una propria e originale lettura dei fatti narrati. Fondamentale risulta inoltre l’impiego di autori antichi quali Sallustio – soprattutto – fra gli storici o – più in generale – Cicerone, Plinio il Vecchio, Floro, Erodoto e Dionigi di Alicarnasso per rintracciare le origini del popolo etrusco e narrare la fondazione della città. L’edizione critica della Historia Pistoriensis è corredata da un’ampia introduzione che ne contestualizza la stesura, delinea i contenuti, tratta della lingua, dello stile, delle fonti e della fortuna di quest’opera. Seguono quindi la descrizione dei testimoni e la disamina dei loro rapporti. Il testo, illustrato da un ampio commento storico, è fornito di un’appendice che raccoglie documenti d’archivio ad esso relativi dei secoli XV-XVII.