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Pubblicazioni » Gaspare Pellegrino, Historia Alphonsi primi regis

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Gaspare Pellegrino, Historia Alphonsi primi regis, a cura di Fulvio delle Donne, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2007

L’Historia Alphonsi primi regis di Gaspare Pellegrino, che fu protomedico e storico del re di Napoli Alfonso il Magnanimo, è tramandata solo dal codice ix C 22 della Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III”: questo manoscritto risulta essere stato noto a studiosi e storici che, nel corso dei secoli, si sono occupati delle vicende istituzionali e culturali del regno di Napoli in epoca aragonese. Tuttavia, pur se molto parzialmente letto, usato e anche trascritto, è rimasto finora inedito. Eppure l’opera, che qui si offre per la prima volta in edizione critica e integrale, offre ininterrottamente notizie nuove, attendibili e significative, dando la possibilità, innanzitutto, di arricchire, per un arco cronologico di più di venti anni (dal 1419 al 1443), la storia di Alfonso il Magnanimo con informazioni di prima mano; e inoltre di verificare lo svolgimento delle vicende narrate in altre fonti, sia storico-narrative, sia documentarie. Gaspare Pellegrino partecipò personalmente alle imprese di cui fu protagonista Alfonso d’Aragona, e la sua testimonianza autoptica costituisce senz’altro una fonte di primaria importanza per la ricostruzione non solo degli eventi, ma anche della temperie culturale e del modo in cui la propaganda politica venne organizzata, sviluppata e veicolata, per fare sì che, nel regno appena conquistato, il nuovo sovrano venisse accettato in forza non solo delle sue armi vittoriose, ma anche dei propri diritti ereditari e delle proprie sacre virtù. Dunque, l’edizione dell’Historia Alphonsi primi regis offre l’opportunità di recuperare un’importante tessera, imprescindibile alla ricomposizione del più ampio mosaico non solo delle vicende politico-istituzionali dell’Italia meridionale, ma anche della produzione storiografica degli inizi del dominio aragonese. L’opera, infatti, da un lato costituisce l’unica fonte che ci parla dettagliatamente di vicende fino ad oggi assolutamente sconosciute, come, ad esempio, quella relativa all’incursione contro le coste settentrionali dell’Africa compiuta nel 1433 dal sovrano aragonese; dall’altro, contribuisce, anzi addirittura apre la strada alla fondazione del mito ‘magnanimo’ di Alfonso, costantemente rappresentato come un alter Aeneas, che, altrettanto pius, assume le fatiche e i rischi connessi con l’impresa italiana per volere di Dio e per aiutare Giovanna II, mulier debole e irrimediabilmente oppressa dai nemici interni. Insomma, l’opera che qui viene edita permette di ricostruire in maniera più ampia, e al contempo più precisa, una linea storiografica evolutiva che, partendo da Tommaso Chaula, arriva – pur se contrastata da Lorenzo Valla – a Bartolomeo Facio, al Panormita, e, successivamente, in qualche modo, anche a Giovanni Pontano e a Giovanni Albino.