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Pubblicazioni » Enea Silvio Piccolomini, Germania

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Enea Silvio Piccolomini, Germaniaa cura di Maria Giovanna Fadiga, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2009

Nell’ambito della storiografia umanistica e in particolare nel quadro della produzione cosmografica di Enea Silvio Piccolomini, la Germania riveste un ruolo di primario interesse sia per il suo valore di testimonianza storica e corografica che per la sua originale struttura retorica, che recupera le radici dell’etnografia classica. L’opera del futuro Pio II, profondo conoscitore delle regioni germaniche grazie ai suoi numerosi incarichi diplomatici, analizza la tentata ribellione dei vescovi tedeschi nei confronti della Curia di Roma (1457) e trova nell’autore un mediatore fra le due opposte posizioni. Dal carteggio con l’amico Martin Mayer, cancelliere dell’arcivescovo di Magonza, scaturisce un organico trattato, che documenta l’efficace mediazione dell’umanista e offre una singolare descrizione della Germania del Quattrocento, recuperando per la prima volta il modello classico della Germania di Tacito e preludendo alla grande stagione della corografia rinascimentale tedesca inaugurata da Konrad Celtis.

La Germania, la cui composizione è da collocarsi fra il 1457 e il 1458, fu stampata per la prima volta a Lipsia nel 1496. A partire da questa data, i numerosi interventi editoriali arbitrari ne hanno, di volta in volta, snaturato l’originalità; basti menzionare le edizioni del Cinquecento e del Seicento, ove, alla luce delle problematiche politiche e dottrinali, il testo venne manipolato per rimarcare l’aspetto conflittuale nel quadro delle lotte riformistiche di Lutero.

L’opera di Pio II, modificata e limitata dunque nel corso dei secoli a edizioni parziali o addirittura oggetto di censura, fu riproposta all’attenzione del pubblico moderno nel 1962 dall’edizione di Adam Schimdt, ma appare ora qui per la prima volta in edizione critica completa, fondata sul manoscritto autografo Vat. Lat. 3886, fonte indispensabile per ricostruire la vicenda compositiva e lo sviluppo del pensiero dell’autore.

L’edizione critica, condotta attraverso una rigorosa metodologia ecdotica, ha permesso di ristabilire il testo originale dell’opera, epurato da innovazioni e interpolazioni della tradizione e illustrato nella sua dinamica compositiva, grazie anche al corredo di apparati critici e delle fonti e di note di commento storico-illustrativo.

Un’ampia Introduzione illustra le circostanze compositive e le valenze dell’opera nel peculiare quadro storico-culturale coevo; la Nota al testo ne studia con completezza la tradizione manoscritta e a stampa e dà ragione delle varianti d’autore e della constitutio textus. Completano il volume i documenti proposti in Appendice, con cui si ricostruisce la genesi cronologica della Germania, e gli indici, che permettono una fruizione sistematica delle sezioni critiche e testuali a più livelli, da quello storico-geografico a quello delle fonti classiche e medievali, particolarmente rilevanti data la specifica fisionomia dell’opera, impegnata anche sul versante giuridico e teologico.