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ENAV - Edizione Nazionale degli Antichi Volgarizzamenti dei testi latini nei volgari italiani
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Pubblicazioni » Ovidio, Heroides. Volgarizzamento fiorentino trecentesco di Filippo Ceffi, vol. III

Del volgarizzamento dalle Heroides ovidiane compiuto dal notaio fiorentino Filippo Ceffi attorno al 1325, il primo tomo della presente pubblicazione ha offerto un’edizione fondata sull’autografo (attuale ms. Vaticano Palatino lat. 1644), il secondo ha affrontato l’esame dei testimoni successivi all’autografo (56 manoscritti e quattro incunaboli), fornendo di essi una descrizione analitica, un ordinamento stemmatico, un quadro di storia della tradizione. Ora finalmente viene il momento di dar conto minutamente delle diverse modalità di lettura proposte da ciascun testimone. Il tomo presente raccoglie anzitutto un regesto completo delle varianti riportate dai testimoni successivi all’autografo, seguendo la successione delle epistole ovidiane, dalla prima alla ventunesima. Nell’ordinamento delle lezioni, si è seguito il tracciato dello stemma codicum, e perciò si dànno anzitutto le lezioni innovative delle tre distinte ‘versioni’ discese dall’autografo, siglate rispettivamente Alpha, Beta e Gamma. La composizione di questi tre primari raggruppamenti è definito epistola per epistola, ma in generale il testimone più rappresentativo di Alpha è il ms. Riccardiano 1647, di Beta il ms. Riccardiano 1578, di Gamma il ms. Osborn Ms. Fa 33 della Beinecke Library presso la Yale University. Quindi, sono riportate le lezioni dei diversi rami (A, B, C, D, E, F, G, H, K e S), poi dei gruppi (Ba, Ca, Da, eccetera), dei sottogruppi, delle famiglie e delle sottofamiglie, e infine le lezioni singulares di ciascun testimone. Se per i collegamenti stemmatici risultano più dirimenti gli errori, di tanto maggior interesse sono le innovazioni, e soprattutto quelle fondate su una rilettura dell’originale latino, che nel regesto vengono evidenziate in grassetto. Tali innovazioni si ritrovano non solo ai piani altri dello stemma (Alpha, Beta e Gamma), ma anche in molti singoli testimoni: ad esempio, a I 45, laddove l’autografo riportava «per l’acque d’Ismaro» (su aquis Ismariis dell’originale latino), il solo ms. Ambrosiano I 69 sup. innova «co’ cavalli d’Ismaro», rifacendosi evidentemente a una lezione dell’originale latino come equis Ismariis. Sarà così possibile visualizzare chiaramente ogni specifica realtà testuale, tanto nella sua collocazione stemmatica, quanto nella sua cangiante posizione individuale in un sistema perturbato dalle prassi di innovazione, di contaminazione e di poligenesi delle lezioni erronee e delle correzioni. E sarà anche possibile, caso per caso, capire quale lettura del volgarizzamento ceffiano abbia divulgato ciascun rappresentante della tradizione. A tal punto, puntando poi l’attenzione sul versante della ricezione, sarà magari possibile individuare quali testimoni abbiano utilizzato i lettori del Tre e del Quattrocento, in primis Boccaccio e Chaucer. Va inoltre considerato il fatto che alcuni testimoni aggiungono ai margini del testo dei corpora più o meno estesi di chiose. Esse vengono edite nella loro integrità, in particolare quelle di due codici databili tra fine Trecento e inizio Quattrocento, il ms. It. 148 della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera e il ms. Riccardiano 1580, ma soprattutto quelle del ms. Ambrosiano I 69 sup., insigne prodotto fiorentino degli anni 1410-1430; quest’ultimo corpus si configura con una sua precisa consistenza testuale, tanto da potersi etichettare come Commento Peruzziano, ricco fra l’altro di riprese e citazioni dalla Commedia dantesca e dalla Fiorita di Guido da Pisa. Quelle chiose inglobano anche brani provenienti da testi esterni, in varia misura modificati ma comunque tenuti presenti. Si è reso necessario pertanto riportare, almeno in parte, quei testi, distinti in cinque excursus, che consentano un comodo confronto: il primo pubblica la prima epistola ovidiana secondo il cosiddetto Volgarizzamento Gaddiano, pure fiorentino, ma primo-trecentesco, e munito di copiose chiose, di gusto nettamente gallicizzante; il secondo pubblica l’episodio del ratto di Europa (Met. II 833-875) secondo il volgarizzamento di Arrigo Simintendi; il terzo presenta dodici brani dalla Fiorita di Guido da Pisa; il quarto e il quinto focalizzano l’attenzione sul capitolo finale, con la morte di Ulisse, dell’Historia destructionis Troie di Guido delle Colonne, secondo il volgarizzamento dello stesso Filippo Ceffi. Tutti i testi pubblicati negli excursus si fondano su un esame diretto dei rispettivi testimoni manoscritti.  Gli indici conclusivi permettono di rintracciare i manoscritti e i nomi ricordati lungo i tre tomi della pubblicazione.
Ovidio, Heroides. Volgarizzamento fiorentino trecentesco di Filippo Ceffi, III. Le varianti di una tradizione innovativa e le chiose aggiunte, a cura di Massimo Zaggia, Pisa, Edizioni della Normale, 2015, Edizione nazionale degli Antichi Volgarizzamenti dei testi latini nei volgari italiani (Il Ritorno dei classici nell'Umanesimo. II. Volgarizzamenti, 1.3), pp. XI-804.

ISBN 978-88-7642-550-9